Scrivere una webserie

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Scrivere una webserie

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Una delle esperienze lavorative che più mi hanno aiutato a crescere, professionalmente e umanamente, è senza dubbio l’esperienza all’interno di Screenfabula, una content factory con cui ho collaborato come sceneggiatrice. Quest’esperienza ha influenzato prepotentemente la scelta della mia tesi di laurea, in cui ho confrontato serie tv e webserie.
In questo post voglio parlarvi proprio di quest’ultime.

Negli ultimi anni le webserie si sono rivelate un ottimo strumento per le campagne di comunicazione. Si tratta infatti di contenuti dalle grandi potenzialità che permettono di catturare l’attenzione dell’utente senza risultare invasivi.
Ecco quindi alcuni consigli per scrivere una webserie.

Cos’è una webserie?

Per webserie si intende un prodotto di fiction web nativo, ossia realizzato per essere fruito attraverso il web. È costituita da almeno tre o più episodi (definiti webisodi) tenuti insieme da una narrazione di fondo, da un titolo e da elementi comuni come la presenza di personaggi e ambienti fissi.

Se da un lato ogni videomaker può pubblicare le proprie storie a puntate in modo molto semplice tramite siti come Youtube, è molto difficile emergere fra migliaia di produzioni dei generi più disparati. Per questo il marketing acquisisce particolare importanza, ma alla base di tutto c’è sempre la storia, ed è fondamentale fare attenzione sia allo sviluppo sia alla struttura.
Un equivoco su cui spesso si rischia di scivolare è che, essendo una webserie un’opera artistica, qualcuno potrebbe pensare che l’unica qualità richiesta a chi voglia realizzarla sia il talento. Questo non è sufficiente. 

Le emozioni, per essere riprodotte, hanno bisogno di essere costruite secondo convenzioni che altri hanno individuato prima di noi, scavando nelle profondità non solo dell’oggetto specifico della materia espressiva, ma soprattutto di alcune costanti dell’essere umano.

Quali sono gli elementi fondamentali per scrivere una webserie?

Storia

Che lo si voglia o meno, la Poetica di Aristotele è un modello necessario di confronto per chi vuole fare narrazione da più di due migliaia di anni, persino nell’era di internet. Il racconto ha delle regole precise, le quali non sono una forzatura all’istinto creativo, anzi, rappresentano un modo per guidarlo: la narrazione, fin dai tempi dell’antica Grecia, ha trovato una propria forma, efficace perché assomiglia alla vita. Cosa ci insegna la vita? L’uomo nasce, cresce, e muore. Questi sono i famosi tre atti: ogni storia ha un inizio, uno sviluppo e una fine.
Ebbene sì, la classica struttura in tre atti si può definire onnipresente.
Viene applicata per costruire l’arco narrativo della serie, una o più stagioni, una singola puntata, fino ad arrivare a una singola scena.

Brevità

Una delle caratteristiche peculiari che senza dubbio incide sulla scrittura è la brevità: internet è un ambiente molto dispersivo, infatti se in una sceneggiatura per il cinema hai dieci minuti per catturare l’attenzione del pubblico, in una webserie hai un minuto, per stare larghi.

Azione

La sfida successiva è quella di mantenere lo spettatore inchiodato allo schermo del pc fino alla fine. Per farlo è necessario che l’episodio funzioni da solo e allo stesso tempo dia un contributo fondamentale alla linea orizzontale della serie. In che modo? Lo scrittore deve essere bravo a mettere in luce l’azione in modo chiaro e semplice, mantenendola in costante movimento, ma contemporaneamente è necessario aiutare il pubblico a scavare a fondo nel personaggio, concentrandosi sugli elementi chiave e senza essere dispersivi.

Cliffhanger

Lo step conclusivo è dotare l’episodio di un buon cliffhanger, ovvero un espediente narrativo per cui l’episodio si conclude con un’ interruzione brusca in corrispondenza di un colpo di scena o di un momento culminante caratterizzato da una forte suspense, in modo che gli utenti siano moralmente costretti a seguire la puntata successiva.

Prendere spunto

Ultimo suggerimento, ma non meno importante: guardare, guardare, e guardare webserie, film, serie tv a più non posso; analizzare, confrontare, criticare.. perché copiare non è cosa buona, ma prendere spunto, sempre.

Vi vengono in mente altre caratteristiche fondamentali? Fatemelo sapere nei commenti!


About Author

Giulia Di Re

Giulia Di Re

Webwriter, editor, creatrice di ebook e fondatrice del blog Punto di Domanda. Filosofa ed esploratrice della scrittura in tutte le sue forme e sfumature. Appassionata di storie, libri, comunicazione e serie tv.

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