Scrivere serie tv: caratteristiche fondamentali

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Scrivere serie tv: caratteristiche fondamentali

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Quali sono le caratteristiche delle serie tv che qualunque scrittore non può fare a meno di conoscere?
In un post precedente ho parlato delle webserie, oggi torniamo a parlare di sceneggiatura, cercando di rispondere a questa difficile domanda. A questo proposito prendiamo spunto da una vera professionista, Pamela Douglas, autrice del libro “Scrivere le grandi serie tv“.

Ecco cosa non deve mancare nelle serie tv.

Un Arco narrativo senza fine

Il primo elemento è un arco narrativo senza fine dei personaggi. Quando si scrive un lungometraggio bisogna creare un arco narrativo per il protagonista che lo porti da uno stato al suo opposto: il personaggio si dirige conflittualmente verso un traguardo, nel momento in cui lo raggiunge la storia termina. Per esempio un personaggio che è incapace di amare subisce una trasformazione quando appare una particolare persona per cui si batte per instaurare un rapporto, e infine diventa capace di amare. Un personaggio cerca vendetta e alla fine la ottiene, o muore per la causa.
Tutto questo va bene per i film, ma non per le serie.
Per far progredire una narrazione che apparentemente non ha un arco narrativo definito bisogna creare un altro tipo di arco drammaturgico. I personaggi delle serie televisive assomigliano di più a persone vere che conoscete che a personaggi di una trama. Se un vostro amico vive un’esperienza estrema, voi continuate ad approfondirne la conoscenza anche dopo questo evento.

Inoltre una cosa fondamentale è che i personaggi hanno bisogno di una dimensione. Che cosa significa? Pensatela così, oltre che svilupparsi orizzontalmente verso un traguardo, il personaggio si sviluppa verticalmente, esplorando man mano i conflitti interni. Il personaggio può essere incrementato e rivelato in ogni episodio, ma nonostante questo, la gente ha bisogno di contare sul fatto che sia la stessa persona che conoscevano la settimana prima.

La serialità lunga

La seconda caratteristica è la serialità lunga. In particolare, ci sono tre tipi di drammaturgia a episodi: le collane antologiche, le serie chiuse e i serial. 

Vediamole insieme.

Le collane antologiche

Le collane antologiche sono storie a sé stanti, non collegate alle altre se non per mezzo di una cornice. Per esempio Ai confini della realtà aveva uno stile, un genere e un conduttore permanente, ma il cast era diverso ogni settimana. Le collane antologiche sono considerate precursori della televisione episodica di oggi e sono fiorite negli anni ’50.

Le serie chiuse

Le serie chiuse invece hanno un cast principale permanente, ma situazioni sempre nuove che si concludono alla fine di ciascun episodio, come per esempio CSI.

I serial

Infine passiamo ai serial: questa definizione per alcuni è una parolaccia, perché tradizionalmente viene utilizzata per descrivere anche le soap opera. Decenni fa show come Dallas erano descritti come soap serali, e avevano lo stesso romanticismo esagerato e la stessa iperbole delle soap cugine che andavano in onda durante il giorno. Ma ormai le serie da prima serata non sono più così: tra i serial di oggi ci sono tutti gli show pluripremiati che vanno in onda su HBO, AMC, FOX, come Six Feet Under, Breaking Bad, The Walking Dead

Si definisce “serial” qualsiasi struttura drammatica le cui storie continuano per molti episodi, nella quale il cast principale si sviluppa nel corso del tempo. Viene chiamata “narrazione lunga”, ovvero non un racconto che tiene occupato per un’ora o due, ma il resoconto di vite che si sviluppano lungo centinaia di episodi.

In realtà non è così facile come sembra. Prendiamo come esempio The X-Files, la prima serie culto dell’era di internet (che sta per tornare): nelle prime stagioni la serie presentava un nuovo evento paranormale ogni settimana, e sebbene la tensione romantica tra Mulder e Scully incominciasse a nascere, non si intensificava. Così l’interesse degli spettatori spinse sempre più per il concretizzarsi di una relazione e fece sì che da due semplici colleghi si trasformassero in amanti. Questo per dire che al giorno d’oggi la maggior parte delle serie più acclamate usano una narrazione serializzata abbinata a storie autoconclusive: infatti si è iniziato a parlare di “serie serializzate”.

Da qui un ultimo consiglio: quando guardate le serie contemporanee, fate attenzione al modo in cui le storie auto-conclusive si mescolano con la serialità lunga, per capire sia come lo show è costruito, sia per avere un senso più ampio di cosa può essere una storia.

E secondo voi? Cos’altro ritenete fondamentale conoscere per scrivere una serie tv?


About Author

Giulia Di Re

Giulia Di Re

Webwriter, editor, creatrice di ebook e fondatrice del blog Punto di Domanda. Filosofa ed esploratrice della scrittura in tutte le sue forme e sfumature. Appassionata di storie, libri, comunicazione e serie tv.

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