Pornokiller: dialogo tra Cubeddu e Licalzi

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Pornokiller: dialogo tra Cubeddu e Licalzi

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Oggi parliamo di libri. Più precisamente, di una presentazione fuori dagli schemi.

I protagonisti sono Marco Cubeddu e Lorenzo Licalzi. Due scrittori legati da un rapporto di amicizia e dal luogo di nascita: sono entrambi genovesi e durante l’incontro hanno persino scoperto di essere nati nello stesso quartiere.

Una breve introduzione

Marco Cubeddu, classe 1987, caporedattore di Nuovi Argomenti, ha esordito con Con una bomba a mano sul cuore pubblicato da Mondadori; Lorenzo Licalzi, classe 1956, ha esordito nel 2001 con Io No, diventato un film nel 2003, ha all’attivo una decina di romanzi.

L’occasione che vi racconto è la presentazione di Pornokiller, il secondo romanzo di Marco Cubeddu, che si è svolta il 23 ottobre presso la libreria Mondadori di Sestri Ponente.

Un incontro decisamente sopra le righe, in cui i due scrittori hanno esordito subito dicendo di volerla buttare in caciara; non a caso, si è parlato di letteratura senza peli sulla lingua.

Per prima cosa Licalzi informa il pubblico che non ha mai presentato nessuno in vita sua, successivamente racconta di come si sono conosciuti.

Il loro rapporto ha avuto inizio quando Licalzi trova una recensione del critico letterario D’Orrico che parlava con toni entusiasti dell’esordio di un giovane genovese. Spinto dal fatto che in 7 anni non era mai stato recensito da D’Orrico, si precipita in libreria.
La prima sensazione è una vera e propria goduria perché la copertina è davvero orribile (sì, avete letto bene). Per fortuna per Cubeddu prosegue dicendo che la seconda cosa che nota è l’indiscutibile abilità nella scrittura. Come se ciò non bastasse, Licalzi ha la netta sensazione che questo giovane lo abbia letto, e infatti…arriva a una scena in cui il protagonista del libro va a una presentazione di Licalzi.
Un giorno succede che passeggiando per Genova Licalzi vede Cubeddu per strada. Combinazione, lo becca proprio in un periodo in cui era in totale paranoia per un articolo sul Secolo XIX che aveva suscitato un po’ di polemiche. Così, nel momento in cui lo chiama, Cubeddu si gira e gli risponde praticamente a pugni alzati.

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I retroscena

Terminato questo breve racconto, la prima domanda che Licalzi rivolge a Cubeddu è: “Spiega il perché di questa copertina orribile, e anche il titolo…Ti sei pentito vero?”
All’inizio il titolo del romanzo d’esordio era “Cubamsc”, acronimo di “Come una bomba a mano sul cuore” (successivamente è stato usato il titolo per esteso). In realtà, spiega Cubeddu, “Cubamsc” era l’oggetto che utilizzava nello scambio di email con la sua editor, la quale alla fine gli propose di usarlo come titolo. Per quanto riguarda la copertina, doveva essere provvisoria (anche in questo caso parliamo di un qualcosa che poi è stato cambiato).
Tra una risata e l’altra Cubeddu rivela che ha citato Licalzi un po’ per odio. Come? Esatto, per odio. Infatti all’epoca frequentava una ragazza che andava pazza per i libri di Licalzi; da qui, nasceva questa sorta di rancore misto ad ammirazione che ha portato alla citazione nel libro.
Arrivando a Pornokiller, “l’oggetto” vero e proprio della presentazione, (potete leggere la trama qui), Cubeddu racconta che è nato come soggetto cinematografico prima che uscisse Cubamsc. Inoltre i due romanzi sono collegati perché il protagonista del primo narra la storia nel secondo.

I personaggi

Licalzi presenta Cubeddu come uno dei più brillanti esordi italiani, nonché lo scrittore più bravo sotto i trent’anni nel nostro paese. La sua forza è nello stesso tempo il suo limite: Cubeddu è davvero e realmente politicamente scorretto. E questo dà fastidio. Per dar prova di quanto appena detto Licalzi legge alcuni passaggi del libro e ironicamente commenta: “Strano che non hai scritto cazzate”.
I personaggi sono descritti in un modo particolare e intrigante; ciò che stupisce è proprio la loro antipatia.
Licalzi: “Come mai sono tutti così? Quasi sempre concludono la vita con delle stragi!”

Cubeddu trova fastidioso il fatto che il protagonista debba per forza essere un esempio di moralità: nella vita noi siamo molto più fallibili, incapaci, inconcludenti. Creare un eroe? Ma perché? Ormai la serialità televisiva ci è arrivata da anni, basta pensare a Breaking Bad, Dexter, True Detective, tutte serie che raccontano le storie di personaggi più veri e reali, più simili a noi.
“Tu vendi un sacco di copie, e io ti invidio! E preferisco parlare di personaggi che provano invidia. Per questo hanno un sacco di difetti. Essendo pure narcisista mi piace ostentarli. Brunilde è una deficiente, e fa finta di non esserlo. Nella letteratura voglio che ogni orrore sia concesso.”

La giornata si conclude con una celebrazione della letteratura che ci regala lo straordinario potere di poter salvare i nostri personaggi, visto che nella vita, purtroppo, non sempre è possibile.

Conoscete i libri di questi autori? Avete mai assistito a una presentazione “poco usuale”? Ditemi la vostra nei commenti!


About Author

Giulia Di Re

Giulia Di Re

Webwriter, editor, creatrice di ebook e fondatrice del blog Punto di Domanda. Filosofa ed esploratrice della scrittura in tutte le sue forme e sfumature. Appassionata di storie, libri, comunicazione e serie tv.

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