Piccoli Brividi: dai libri al film

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Piccoli Brividi: dai libri al film

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Il 21 Gennaio è uscito il film “Piccoli Brividi”. Avendo già parlato dell’amore per la lettura, non ho potuto esimermi da dedicare un post a questo evento.
Credo fortemente che sia giusto rendere omaggio a una collana che ha avvicinato alla lettura una generazione intera e oltre. Sinceramente non so se i bambini delle elementari di oggi li abbiano mai letti, ma quando ero alle elementari io, non c’era uno solo dei miei compagni che non ne avesse letto almeno uno. Non a caso, secondo il Guinness Book of World Records, i Piccoli Brividi sono la serie di libri per bambini più venduta della storia. Oltre 500 milioni di copie vendute in tutto il mondo, tradotti in 32 lingue, un successo internazionale.

Guardare i Piccoli Brividi

piccoli brividi filmPer quanto riguarda il film, ecco la trama su My Movies. “Zach è costretto a lasciare New York per seguire la madre in una cittadina di provincia. La noia è pronta ad accoglierlo, ma le cose cambiano quando Zach conosce Hannah, sua coetanea e vicina di casa, e si convince che la ragazza sia vittima della furia del padre, un personaggio sgarbato e minaccioso. L’occasione più classica, ovvero il ballo scolastico, dovrebbe fornire a Zach il momento giusto per salvare eroicamente la fanciulla. Peccato, però, che il padre di Hannah altri non sia che R. L. Stine, prolifico autore di storie da brivido, e che le creature della sua immaginazione abbiano deciso di uscire dai libri giusto quella sera e di invadere le strade della città. A doversi salvare, a questo punto, sono tutti, nessuno escluso.”

Un film direi qualitativamente senza grandi pretese, non a caso al cinema eravamo quattro gatti (letteralmente, eravamo proprio in quattro). Qualche mostro non pervenuto e qualche altro inspiegabilmente pervenuto, Slappy con una voce molto sexy (in realtà era la stessa di Stine, alias Jack Black, per un motivo non casuale, ma su un inquietante pupazzo parlante aveva un certo fascino). Inoltre è stato concepito come un film per bambini, ma la serie ha visto la luce nel 1995, per questo secondo me è più per nostalgici.
Quello che ho apprezzato particolarmente è stata la metafora sottostante , che a parer mio valorizza il tutto. Stine è ovviamente un tipo strano, solitario, che non ama il contatto con la gente e i mostri li ha creati da bambino per avere degli amici e spaventare tutti quelli che lo prendevano in giro. I mostri rappresentano tutti i nostri demoni interiori, la paura di affrontare una realtà che a volte ci sembra troppo dura, e se non li affrontiamo rischiamo che si rivoltino contro noi stessi. Per il resto è stato molto divertente vedere prendere vita Slappy, Blob, il lupo della palude, gli gnomi (superlativi).. e veder realizzato l’immancabile colpo di scena finale tipico dei Piccoli Brividi, con tanto di comparsa del vero Stine (non vi svelo la modalità), che è stato molto contento della scelta di Jack Black per interpretare il suo personaggio.

Leggere i Piccoli Brividi

Ricordo ancora il giorno in cui con mio padre e mia sorella sono andata in una piccola libreria in un sottopassaggio. Ricordo l’esatto momento in cui ho scelto il libro “La casa della morte”. Manco averlo fatto apposta, avevo scelto proprio il primo numero.
Personalmente spero che questi libri comincino di nuovo a circolare. E spero che i ragazzi della mia generazione li abbiano conservati.
Con quest’articolo mi sono concessa una piccola libertà: il blog vuole essere professionale ma nello stesso tempo non può che essere il mio spazio virtuale. Quindi ogni tanto potrà succedere che compaia un articolo un po’ meno studiato dal punto di vista SEO o che si inserisca a tradimento nel calendario editoriale. Magari sarà proprio l’articolo che vi permetterà di conoscermi un po’ meglio.
Voglio comunque lasciare un consiglio agli scrittori e aspiranti tali: se avete ancora in casa i Piccoli Brividi, rileggeteli. Innanzitutto perché è una lettura particolare e divertente. Da bambino avevi la sensazione di aver fatto un’ esperienza di lettura lunghissima, quindi sarà strano accorgersi che adesso si leggono anche in una giornata.
È importante però leggerli con sguardo critico. Per chi vuole approcciarsi al genere horror per ragazzi Stine è un vero maestro. Sono presenti tutti gli elementi di una buona storia: la suspence, i colpi di scena, il linguaggio, la crescita del personaggio. E non dimenticate, come dice Stine nel film: una buona storia è composta da tre atti: un inizio, un cuore, e un colpo di scena.
Come ho detto prima, se avete figli, nipoti, figli di amici, cuginetti, regalate un Piccolo Brivido. Per l’occasione alcuni numeri sono stati rimessi in commercio, ma potete sempre regalare/prestare uno dei vostri.

E voi avete visto il film? Avete ancora i vostri Piccoli Brividi ? Fatemi sapere cosa ne pensate.


About Author

Giulia Di Re

Giulia Di Re

Webwriter, editor, creatrice di ebook e fondatrice del blog Punto di Domanda. Filosofa ed esploratrice della scrittura in tutte le sue forme e sfumature. Appassionata di storie, libri, comunicazione e serie tv.

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