Il blog come identità: intervista a Rita Fortunato

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Il blog come identità: intervista a Rita Fortunato

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Quando ho scoperto ParoleOmbra, il blog di Rita Fortunato, ho subito pensato che si trattasse di un incontro inevitabile.

Una ragazza amante dei libri e della scrittura,con un blog che rispecchia in pieno la sua personalità. Abbiamo tanti interessi in comune e ho subito apprezzato il suo entusiasmo contagioso. Per questo sono molto contenta di averla qui.

Le lascio la parola.

Ciao Rita, prima di tutto, ti ringrazio per aver accettato il mio invito. Partiamo con la prima domanda, semplice ma neanche troppo. Chi è Rita Fortunato?

Ciao Giulia, chi è Rita Fortunato? Me lo domando spesso.

Posso dirti da dove provengo, come vivo il presente e quali sono gli obiettivi futuri segnalandoti le pagine del mio blog, Chi sono e Cosa faccio  ma il chi è veramente Rita Fortunato, non lo saprò mai del tutto. L’identità di ognuno si delinea strada facendo, tra dubbi, domande e risposte parziali. Posso dirti che sono una persona normale, come tante. Socievole quanto basta e curiosa, anche troppo.

Raccontaci come è nato ParoleOmbra.

ParoleOmbra è nato proprio per definire la mia identità e, per quanto possa suonare strano, per aprirmi un po’ di più verso l’esterno. Le uniche azioni che mi consentono di esprimere i miei sogni e le mie capacità sono i libri e la scrittura, ParoleOmbra è nato per raccontare le sensazioni che provo nel momento in cui svolgo questi compiti e per esercitarmi a un’analisi oggettiva delle persone e delle informazioni che ricevo in continuazione sui social. Il mio blog è un continuo riflettere e rielaborare, crescere e sperimentare e a lui devo tanto, perché mi consente di incontrare persone straordinarie dalle quali non si smette mai di imparare.

Una cosa che mi piace molto del tuo blog sono le tue rubriche. La passione che traspare ad ogni appuntamento è contagiosa. Ci racconti come sono nate?

In un mondo in cui tutto è calcolato e inserito in una strategia, le mie rubriche sono il risultato di voglia di fare e casualità.

  • Il #CurriculumDelLettore è veramente nato per caso, doveva essere solo un post nel quale io spiegavo perché mi reputavo una lettrice seria e, alla fine, è diventato un modo per conoscere professionisti e navigatori del web. Questa è la rubrica alla quale più tengo in assoluto perché è nata da una persona normale, resa bellissima e appassionante da persone e lettori che non hanno mai perso l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco.  È una bella mescolanza di letture, stili di scrittura, personalità e professionalità.
  • La #LetteraAlloScrittore e il #DigiTalkRadio sono rubriche gestite, mettiamola così, in società. La prima nasce su iniziativa di Bruna Athena e la seconda promossa e spiegata da Valentina Baldon. Entrambe si sono ispirate (non riesco proprio a nascondere una certa soddisfazione per questo) al #CurriculumDelLettore. Le lettere sono un modo diverso per parlar di libri. Rispetto alle canoniche recensioni, la forma dell’epistola è più personale e poi, è un’opportunità per tutti i lettori di dar voce ai propri pensieri favorendo il dialogo e il confronto nei nostri rispettivi blog. La lettura, la scrittura sono azioni volte a generare conversazione e l’iniziativa #DigiTalkRadio si inserisce in un altro aspetto che non va dato per scontato, l’ascolto. L’elemento narrativo rimane preponderante ma ruota attorno alle playlist Spotify e alla sonorità che accompagnato le persone e i professionisti del web. Non si può vivere e lavorare al solo suono del ticchettio delle tastiere, no? 😛
  • Infine, #Leggere e #PausaScrittura sono le uniche rubriche pensate e inserite in una bozza di calendario editoriale. Nella prima parlo dei libri che leggo, nella seconda mi esercito per affinare le mie capacità di scrittura e la creatività. Sono le rubriche che più mi impensieriscono perché sono le più personali, assieme al post a tema libero del lunedì.

Che cosa significano per te, e cosa ti hanno insegnato?

Significano ParoleOmbra e raccontano tanti diversi aspetti della mia personalità. Significano molto perché mi hanno mostrato delle qualità in me che non pensavo di possedere. Succede quando ti abitui a vedere solo i tuoi difetti.

Cosa mi hanno insegnato? Provo ad andare per punti:

  • #Leggere mi ha insegnato che i libri sono uno stimolo continuo all’intelletto e alla curiosità di conoscere cose nuove e mi obbliga ad allenare il mio spirito critico verso valutazioni più obiettive e costruttive. A farne memoria e quindi, cultura e formazione.
  • #PausaScrittura è la mia isola di Peter Pan e il mio mondo irrazionale alla Alice del Paese delle Meraviglie. Quando scrivo per raccontare accade una cosa curiosa, mi rassereno e una volta conclusa una storia, mi sento come svuotata. Mi libero da pesi, pensieri negativi, dubbi e sensi di colpa. Per un attimo, assaporo una certa idea di libertà. Paradossalmente, questa rubrica mi ha insegnato a non criticarmi troppo, pur desiderando il parere di chi mi legge.
  • Il #CurriculumDelLettore mi ha insegnato a socializzare e a relazionarmi con le persone che vivono il web con leggerezza e serietà (e a curiosare nelle loro personali librerie) A proposito, mi manca un #CurriculumDelLettore sugli intervistatori… Se ti va, Giulia, sei la benvenuta! 😉
  • La #LetteraAlloScrittore e la #DigiTalkRadio, invece, sono un esempio dei nodi che formano la rete che è fatta di collaborazione, solidarietà e interdipendenza. Con Bruna e Valentina si è creato un legame che per me è molto importante, fatto di stima, fiducia e amicizia, valori ai quali credo fortemente.

Che consigli daresti a chi vuole ideare una rubrica?

Non tutto è oro ciò che luccica. Creare una rubrica non è difficile, il problema è mantenerla. Devi scegliere un tema che faccia da filo conduttore, costanza, dedizione e tanta, tanta pazienza. I risultati li si ottiene appuntamento dopo appuntamento, rispettando anche i tempi e gli impegni di chi si desidera ospitare.

Quanto è importante nel blogging fare rete?

Tanto. Un blog cresce grazie alle persone che lo leggono, lo commentano e lo condividono.

Un blog vive di rete ed è uno dei suoi tanti nodi. In quanto blogger, il dubbio che spesso mi pongo è quanto sia saldo il nodo che sto creando e quanto questo nodo possa essere da punto di sostegno per chi mi legge. Per ora, mi sembra che regga. 🙂

Un consiglio per  i lettori: svelaci qualcosa che avresti voluto sapere quando hai iniziato a fare blogging.

Sai che, adesso come adesso, non saprei dirti? Io ho cominciato scrivendo su altri blog, leggendo libri sull’argomento, stressando con le mie insicurezze amici reali e virtuali.

Per un anno ho cercato il tema base e spesso mi è venuto lo sconforto studiando “la concorrenza”. Di blog letterari ce ne sono tantissimi e molti di grandissimo valore. Cosa potevo aggiungere io, che fosse unico e originale?

Alla fine, mi sono buttata ed eccomi qui, in continuo apprendimento. La cosa bella del fare blogging è che non si finisce mai di imparare e non è importante sapere tutto quello che c’è da sapere, ma la voglia di mettersi gioco e di ridefinirsi in continuazione.

Ecco, forse avrei voluto avere conferma di questo, che fare blogging è un’azione in evoluzione continua e mai uguale a sé stessa.

Progetti futuri?

Tanti. Sto pensando di ampliare il mio blog con pagine nuove e approfondire altri argomenti (pertinenti ai temi di base). Progetti che spero di concretizzare, almeno in parte, entro la fine del 2017. Si leggerà… 🙂

 

Ringrazio tantissimo Rita, anche per il suo invito, che accetto volentieri 🙂

 


About Author

Giulia Di Re

Giulia Di Re

Webwriter, editor, creatrice di ebook e fondatrice del blog Punto di Domanda. Filosofa ed esploratrice della scrittura in tutte le sue forme e sfumature. Appassionata di storie, libri, comunicazione e serie tv.

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